Qualche idea per ridurre la diffusione delle fake news

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BrainSigns - Convegno ANSA "Informazione e tecnologia nella lotta alle Fake News"

Nello spazio laboratorio Wavespace di Ernst & Young a Roma, BrainSigns ha curato di recente un esperimento sulla percezione delle “fake news” con un gruppo di giovani (intervallo di età 20-35 anni) durante la fruizione di alcune notizie in rete. La sperimentazione è stata realizzata impiegando le tecnologie di misura dell’attività oculare e di riconoscimento facciale disponibili nel laboratorio Wavespace.

I risultati ottenuti sono stati presentati dal prof. Fabio Babiloni, al convegno "Informazione e tecnologia nella lotta alle Fake News", organizzato da ANSA insieme a EY (19 Novembre 2020).

Durante l’esperimento i partecipanti hanno ricevuto 10 notizie su di un computer in successione casuale, 5 erano notizie reali e 5 notizie “fake” cioè falsificate. Prima della somministrazione delle notizie si sono stimati i tratti psicologici personali in termini di coscienziosità, apertura mentale e stabilità emotiva dei partecipanti tramite un test psicometrico (Implicit Association Test). I partecipanti osservando le notizie erano chiamati a decidere secondo loro se queste erano vere oppure false.

I risultati ottenuti sono stati interessanti:

  • le persone nello studio più inclini a considerare vere le fake news sono risultate avere un profilo psicologico più incline al pensiero intuitivo che non riflessivo e durante la fruizione delle notizie fake hanno avuto spesso dei moti di “sorpresa”, chiaramente di più degli altri in cui è stata dominante invece una reazione di “perplessità”. 
  • Si è visto inoltre che il gruppo di persone più incline a credere alle fake news nell’esperimento tendeva a fermare lo sguardo su elementi “emotivi” della notizia come le immagini più che sul testo scritto.

In poche parole i risultati dell’esperimento suggeriscono che le persone più inclini a credere alle fake news hanno in generale un livello di emotività più accentuato e uno stile di ragionamento più intuitivo che riflessivo.

Ciò significa ad esempio che una metodo pratico per limitare l’impatto negativo della diffusione delle fake news potrebbe essere quello di “impedire” la condivisione immediata di notizie sulle diverse piattaforme impiegando messaggi che invitino  le persone a “riflettere prima di condividere”.  In accordo con la letteratura scientifica corrente, si stima che questo accorgimento potrebbe limitare la condivisione di fake news in rete fino al 20%.  

Silvia

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